lunedì 27 febbraio 2017

La mia devil's food cake per il club del 27

Correva l'anno 1990, quando passavo gran parte delle mie estati in una colonia della valle Imagna.
Era luglio, secondo turno, e Lella era l'assistente del mio gruppo e non mi era per niente simpatica. 
Un giorno stavamo pranzando nella grande mensa quando scoprì che era nata il mio stesso giorno e da quel momento esatto tutto cambiò.
D'un tratto non c'era che lei: ero ammaliata da come muoveva le mani, ero rapita quando mi narrava i racconti di Alan Poe la sera prima di addormentarmi, adoravo che mi portasse i marsh mallows quando la sera usciva con gli altri assistenti.
Eravamo diventate amiche.
L'estate successiva ci ritrovammo, i ruoli non erano cambiati, qualcosa di nuovo però c'era: Andrea.
Inutile dire che adoravo anche lui, un ragazzo di pochi anni più grande di me, lì in vacanza con il suo compagno di liceo, il figlio dei padroni della colonia.
Per un mio gioco di fanciulla, Andrea e Lella, erano diventati la mia mamma e il mio papà, non oso immaginare, a distanza di anni, quanto patetica potessi sembrare ai loro occhi "adulti".
Ci avevo visto lungo però, alla fine si sono sposati davvero e io avevo capito che erano destinati a stare insieme ancor prima di loro.
Ieri sera sono stati ospiti a casa nostra e per l'occasione ho preparato questa buonissima torta.

Devil's food cake




Ingredienti per due teglie da 18 cm 
per la torta:
220 ml di latte
succo di 1 limone piccolo
225 g di farina
50 g di cacao amaro
1 cucchiaio di bicarbonato 
100 g di burro
250 g di zucchero di canna
3 uova
per la farcitura:
300 g di cioccolato fondente
300 g di panna acida *
1 cucchiaio di salsa al caramello**
per la glassa a specchio:
100 g di panna liquida
100 g di acqua
110 g di zucchero
50 g di cacao amaro
4 g di gelatina in fogli
per la decorazione:
3 cucchiai di croccante di noci macadamia***

per la torta
Mettere il succo di limone nel latte e lasciarlo riposare per 1 ora circa.
Setacciare la farina il cacao e il bicarbonato.
Montare il burro con metà dose di zucchero di canna e una volta spumoso aggiungere un uovo alla volta alternando allo zucchero rimanente e alla farina, aggiungere a questo punto a filo il latte.
Dividere il composto in due teglie precedentemente imburrate ed infarinate e cuocere per 30 minuti a 170 °
per la farcia
Tritare il cioccolato e farlo sciogliere a bagnomaria o al microonde ed aggiungere fuori dal fuoco la panna acida e il caramello, ricordando che il cioccolato e la panna devono essere alla stessa temperatura.
per il montaggio della torta
Una volta estratta la torta dal forno, lasciarla riposare 10 minuti nella teglia, poi capovolgerla su una gratella e farla raffreddare completamente.
Una volta raffreddata, tagliare la base  in due parti. Fare lo stesso con l’altra torta, in modo da ottenere 4 dischi: spalmare la crema all’interno e all’esterno
per la glassa a specchio
In una casseruola unire tutti gli ingredienti e, a fiamma bassa, portare ad ebollizione. Far sobbollire per 5 minuti, sempre a fuoco basso.
Lasciar raffreddare fino a raggiungere i 40°.
Posizionare la torta su una gratella, poggiata su un piatto piano o una teglia leggermente più ampia,  poi colare la glassa sulla torta, partendo dall'esterno, in modo che i bordi siano completamente ricoperti, andando verso il centro.  



per decorare
Creare una striscia con le briciole di croccante di noci macadamia.

* panna acida
250 ml di panna 
1/2 vasetto di yogurt 
il succo di 1/2 limone

In un contenitore unire la panna, lo yogurt e il succo di limone e lasciare il tutto a temperatura ambiente per 24 ore.

**salsa al caramello:
150 g di zucchero
100 g di panna fresca
50 g di burro 

Mettere lo zucchero in un pentolino con un fondo spesso e farlo sciogliere a fuoco basso senza mescolarlo fino a che diventerà un caramello biondo, nel frattempo far bollire la panna e quando il caramello è pronto toglierlo dal fuoco e versarvi sopra poco per volta la panna bollente facendo attenzione ad eventuali schizzi, rimettere sul fuoco e mescolare fino a che sarà tutto perfettamente amalgamato, se dovessero formarsi dei grumi continuate a mescolare fino a che si scioglieranno, togliere dal fuoco ed aggiungere il burro, mescolare vigorosamente per farlo sciogliere e versare la crema in un vasetto e farla raffreddare. 

***croccante alle noci macadamia
70 g di zucchero semolato
30 g di miele millefiori
150 g di noci macadamia 

Tostare le noci per 5 minuti a fuoco vivo, mescolando spesso e tritarle grossolanamente al coltello. Sciogliere lo zucchero e il miele in tegame a fondo spesso a fuoco bassissimo, senza mai mescolare e cuocere fino ad ottenere un caramello dorato. Aggiungere le noci e mescolare bene in modo che tutte siano avvolte dal caramello, spegnere il fuoco e trasferire subito su un foglio di carta da forno. Una volta raffreddato, tritare il croccante con il frullatore.



Note: non avendo uno stampo da 18 cm di diametro, ne ho utilizzato una da 24 cm, versando tutto l'impasto nello stesso stampo, allungando di 10 minuti i tempi di cottura.
Ho ottenuto 3 strati invece che 4.

Mai mi sarei sognata di fare una torta del genere, ci sono volute le amiche del Club del 27 a spingermi in questa follia.


Il 27 di ogni mese, alle 9 precise, la blogosfera verrà invasa dalle nostre ricette, le riconoscerete da questo bellissimo banner creato dalla nostra Francy del blog Ricette e Vignette.
Un lavoro corale di rivisitazione ed interpretazione di alcune ricette sviluppate in passato nei vari temi del mese legati alle sfide dell'MTChallenge.
Questo mese, per accompagnare la sfida appena finita sul pollo fritto, un classico della cucina americana, ci siamo cimentate con le torte a strati born in USA.
E' stato un po' come tornare in colonia, ci siamo trovati tutti accomunati da un fortissimo spirito cameratesco, abbiamo fatto gioco di squadra, c'è stato un incitamento di gruppo e questo ha portato tutti ad ottenere risultati egregi.

lunedì 20 febbraio 2017

Pollo fritto #mtc63

Erano nascosti dietro la staccionata dipinta di fresco, a turno sbirciavano nella fessura tra le due assi.
Lei indossava il suo grembiule bianco e in testa aveva un canovaccio attorcigliato a formare un turbante. Si muoveva rapida, intingeva le sue mani nere e paffute nella ciotola dove la carne era stata una notte intera a marinare, ne prendeva un pezzo, lo adagiava sul cucchiaio, per poi tuffarlo nella pentola d’olio bollente. Una volta dorato e fragrante lo estraeva e aspettava che fosse completamente asciutto prima di metterlo nel piatto. Finalmente era pronto e il suo profumo era inconfondibile.
Avevano poco tempo,  Dora non avrebbe impiegato molto a salire le scale per andare a chiamare i figli del padrone, dovevano muoversi velocemente. Vedendola uscire, si buttarono in fretta oltre la staccionata e attraversarono di corsa i pochi metri che li separavano dalla casa. Si acquattarono sotto la finestra, le spalle contro le assi di legno, le orecchie tese.
Sam intrecciò le dita delle mani e allungò le braccia verso Jim che ci mise sopra il piede e si diede una bella spinta per attaccarsi al davanzale della finestra.
Lo vedeva, lì sul tavolo, i pezzi in cima al piatto ancora fumavano da tanto erano caldi. 




Si issò con forza e portò prima una gamba, poi l'altra oltre la finestra, doveva fare piano o li avrebbero colti sul fatto. Arrivò al tavolo e quando allungò la mano per prendere quella che sarebbe stata la loro merenda, senti i passi veloci dei ragazzini che si affrettavano a scendere le scale, le grida entusiaste di chi sa che sta per gustare qualcosa di assolutamente delizioso.
Non c’era tempo da perdere, grosse gocce di sudore colavano dalla fronte a bagnargli i folti capelli ricci. Aprì il piccolo tovagliolo di cotone che aveva portato con sé, lo stese sul tavolo e cominciò a riempirlo, stando attento a non scottarsi le dita. Li contò, 4 pezzi, per lui e Sam erano sufficienti. Prese anche 2 pannocchie su cui Dora aveva appena spennellato del burro fuso e un barattolo di salsa.
Fece un nodo unendo i quattro angoli della stoffa e si voltò verso la finestra.

“Hey! chi sei? Cosa fai in casa nostra?”

La porta era aperta ed i quattro ragazzini erano tutti lì, così stupiti da non riuscire nemmeno a fare un passo per oltrepassare l’uscio. Jim sapeva che lo stupore non li avrebbe fermati a lungo, lanciò il suo prezioso bottino oltre la finestra aperta e si arrampicò più in fretta che poteva. Prima di saltare giù si guardò alle spalle e come aveva previsto vide i padroncini dietro di lui, pronti ad inseguirlo per riprendersi ciò che apparteneva loro.
Sam raccolse il tovagliolo caduto sull’erba e cominciò a correre e, una volta oltre la staccionata, si girò urlando per incoraggiare Jim che era inciampato. Si rialzò, i quattro fratelli lo stavano già inseguendo, erano usciti dalla porta e lo avrebbero raggiunto in poco tempo.
Finalmente arrivò alla staccionata, Sam allungò la mano per aiutarlo a salire. Ce l’avevano fatta.
Corsero senza fermarsi fino a quando non raggiunsero i confini del bosco e non furono sicuri di non essere seguiti, poi continuarono camminando fino alla riva del fiume.
Si dissetarono e si misero a sedere sull'erba ormai ricoperta di foglie, le gambe incrociate, gli occhi fissi a guardare il tovagliolo ancora chiuso.
Jim lo aprì e il profumo di pollo fritto riempì l’aria, sorrise e ne porse un pezzo a Sam.
Aveva il guscio croccante e l’interno morbido e succoso. La coscia la mangiarono con foga, in silenzio, l’ala invece la intinsero nel vasetto della salsa, diedero un gran morso, ma strabuzzarono gli occhi fino quasi a lacrimare, la salsa era piccante. Si affrettarono ad addentare le pannocchie, per lenire il bruciore che pizzicava le loro lingue e le loro gole. Il burro delle pannocchie colava agli angoli delle loro bocche e riuscì, con la sua dolcezza, a smorzare quella nota piccante a cui non erano abituati.
Si guardarono e sorrisero con le bocche tutte sporche, ognuno finendo la propria razione.
Avevano corso un gran rischio, ma ne era proprio valsa la pena.
  
Con questa foto partecipo ai premi fotografici

E per chi avrebbe voluto fare la dieta dopo i bagordi natalizi e i macaron del mese scorso, mi spiace, ci ha pensato Silvia a scombinare tutti i vostri piani, si perché laddove era più logico aspettarsi una bella ricetta dietetica e salutare per la sfida n°63 dell'MTChallenge, lei se ne è uscita con il pollo fritto.


Silvia, dolce Silvia, che adesso non sei più una #ancheno, ma hai un'officina golosa tutta tua, ti ho odiata lo ammetto, e un po' ti odio anche adesso, dopo che il pollo l'ho fritto e me lo sono anche mangiato, anzi ti odio pure tanto per quel rotolino di ciccia in più che si è depositato sul mio girovita e anche per quelle due o tre arterie che si sono irreversibilmente otturate.
Ci volevi tu a farmi friggere nella mia bella cucina pulita e profumata, tu a farmi mangiare quella pelle viscida e grassissima che a malapena di solito riesco a toccare con le mani, ti ho odiata.
Pensa che mi sono pure trovata due amici immaginari che mangiassero gran parte del pollo al posto mio e a loro è piaciuto tanto, anche a mio marito, a dirla tutta. 

Pollo fritto versione classica
Marinatura nel latticello e panatura con uovo e pangrattato
6 cosce di pollo circa 800 g
Per il latticello:
Ingredienti per 250 g circa di latticello
500 ml panna fresca
Per la panatura:
2 uova
100 g di farina
100 g di pangrattato
sale e pepe
Per friggere:
1 l di olio di mais

Preparare per prima cosa il burro e il latticello.
Versare la panna nella planetaria e montarla a velocità media per 20 minuti circa fino a quando la parte grassa diventerà burro e si separerà dalla parte liquida, il latticello appunto.
Filtrare il latticello con un colino a maglie strette e strizzate bene il burro.
Sciacquare il burro sotto l’acqua fredda e riporlo in un contenitore in frigo.


Versare invece il latticello sulla carne ricoprendola interamente, coprire con la pellicola e mettere in frigo per almeno 4 ore, meglio se tutta la notte.


Una volta trascorso il tempo della marinatura, prelevare le cosce di pollo e metterle a scolare su una gratella per almeno 30 minuti, poi passarle nella farina, eliminando perfettamente quella in eccesso, nell’uovo condito con sale e pepe ed infine nel pangrattato.


  
Pollo fritto versione creativa
Marinatura nel latticello e panatura con farina di mais formenton 8 file rosso
6 ali di pollo circa 600 g
Per il latticello:
250 g latte parzialmente scremato
250 g quark magro
Scorza e succo di 1 limone
1 cucchiaio di cajun
2 cucchiai di rum
Per la panatura:
100 g di farina di mais rosso Formenton 8 file (o semplice farina di mais)
Per friggere:
1 l di olio di mais

In una ciotola versate il quark e il latte e stemperarli, aggiungete il succo e la scorza di limone, il rum e il cajun. Lasciare a temperatura ambiente per 15 minuti circa e poi versarlo sulla carne, coprire con pellicola e mettere in frigo per almeno 4 ore, meglio se tutta la notte.

Una volta trascorso il tempo della marinatura, prelevare le ali di pollo e metterle a scolare su una gratella per almeno 30 minuti, poi passarle nella farina di mais.


Mettere l’olio in un tegame con il fondo spesso e i bordi alti e portarlo a 180°, in mancanza del termometro si dovrà immergere un pezzo di pane nell’olio, quando sarà ben dorato è pronto. Immergere completamente 2/3 pezzi di pollo alla volta, utilizzando una schiumarola a maglie strette in modo che la carne non tocchi il fondo del tegame, quando saranno belli dorati, dopo 8/10 minuti, scolarli dall’olio e metterli su un piatto foderato con carta assorbente.
Procedere alla frittura delle cosce e dopo delle ali, in quanto la panatura di sola farina di mais è meno compatta e il rischio di sporcare l’olio in cottura è più alto.

Tenere in caldo in forno a 120°.


Salsa Jerk di Jamie Oliver
2 cipolle
1 piccolo mazzetto di timo fresco
1 foglia di alloro
3 chiodi di garofano macinato
noce moscata
3 grani di pepe nero
3 cucchiai di rum
3 cucchiai di aceto
1 cucchiaio di miele
1/2 cucchiaino di paprika
2 spicchi di aglio
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio extravergine

Tagliare e affettare grossolanamente la cipolla e metterla nel frullatore con le foglie di timo, le foglie di alloro (senza gambo), un abbondante pizzico di polvere di noce moscata, pepe e chiodi di garofano, la paprika, il rum, l’aceto, il miele e infine il sale.
Frullare fino ad ottenere una salsa vellutata.
Cuocere in un padellino per 10 minuti a fuoco dolce, mescolando spesso. Lasciar raffreddare e aggiungere un cucchiaio di olio extravergine.

Pannocchie al burro
4 pannocchie precotte
50 g di burro fatto in casa
Sale

Rosolare le pannocchie nel burro per 10 minuti a fuoco dolce, salare e tenere in caldo fino al momento di servire.

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