domenica 24 dicembre 2017

Frittelle della mia Vigilia

Il suolo era coperto di neve bianchissima.
Finalmente dopo tanti anni di assenza la neve era tornata a cadere abbondante la Vigilia di Natale. I pochi fiocchi iniziali non facevano ben sperare ma poi era diventata sempre più fitta e sempre più leggera e dapprima le macchine e poi anche le strade ne erano state ricoperte.
La scuola era chiusa da un paio di giorni, i compiti delle vacanze non erano ancora nei miei pensieri e le giornate passavano lente alla ricerca di qualcuno con cui giocare.
La zia si era appena trasferita, prima abitava al piano di sopra e la sua porta sempre aperta con la maniglia ormai lenta era la cosa che mi mancava di più, non potevo più fare di corsa la rampa di scale che separava i nostri appartamenti, in ciabatte, a volte anche in pigiama. La scocciatura più grande adesso era vestirsi e arrivare fino in fondo alla strada.
Le mie impronte mi seguivano, i miei piedi sprofondavano nella neve ormai alta dieci centimetri e il mio respiro avvolto dal calore della sciarpa mi inumidiva le guance.
La porta non era chiusa a chiave e il familiare calore della sua casa era rimasto lo stesso.
Era la Vigilia di Natale e i preparativi per il cenone erano già iniziati, la zia era ai fornelli, le cozze ripiene e legate, le seppie nel sugo, i carciofi tagliati e pronti ad essere tuffati nella pastella morbida e avvolgente.
I miei cugini mi stavano aspettando per andare in giardino, ma io non riuscivo ad allontanarmi dall’ingresso della cucina, ero appoggiata allo stipite della porta che la zia ogni tanto riverniciava con lo smalto bianco e la osservavo mentre svuotava il sacchetto della farina nella ciotola e schiacciava le patate appena bollite e ancora fumanti; tra poco le sua mani avrebbero iniziato ad impastare con energia.
L'onore di portare la ciotola sul letto e avvolgerla nella coperta di lana per il riposo era stato tutto mio.
Appena arrivata in giardino una palla di neve lanciata con forza mi aveva colpito dritta in faccia: mi era stata dichiarata guerra.
La battaglia era durata poco e ovviamente l'avevo persa ma in casa, al caldo, la ricompensa sarebbe stata per tutti.
La zia stava finendo di prelevare l'impasto con il cucchiaio per tuffarlo nell'olio bollente ma la mia mano svelta aveva già agguantato e portato alla bocca una palla calda e croccante.
La montagna di frittelle diminuiva proporzionalmente all'aumentare delle persone che entravano in cucina, le aspettavamo per un anno intero e ne eravamo tutti molto golosi. Nonostante tutto sapevo che non sarebbero finite e che quelle avanzate le avremmo mangiate a colazione, poco prima di aprire i regali, la mattina di Natale.



Ingredienti:
500 g di farina 
400 ml di acqua
1 patata grande
7 g di lievito fresco
10 g di sale
olio per friggere

Mettere la farina a fontana in una capiente ciotola, schiacciarvi nel mezzo una patata bollita ancora calda (io l'ho cotta con la buccia per 7 minuti al microonde alla massima potenza), aggiungere un po' di acqua tiepida in cui avremo fatto sciogliere il lievito e iniziare ad impastare. Aggiungere il sale e continuare ad aggiungere acqua fino ad ottenere un impasto molto morbido ed appiccicoso. Impastare energicamente per una decina di minuti.
Coprire con pellicola e far lievitare in un posto caldo e asciutto fino al raddoppio.
Portare a temperatura l'olio, prelevare l'impasto con il cucchiaio e farlo cadere nell'olio ormai caldo e friggere rigirando le frittelle a metà cottura.
Scolare le frittelle ben dorate e farle asciugare su carta assorbente da cucina.

Le frittelle sono buonissime mangiate da sole, come aperitivo, o possono essere un accompagnamento per un piatto di salumi e formaggi. 

Oggi il Calendario del cibo celebra la giornata dei piatti della Vigilia. Queste frittelle fanno parte della del mio Natale da che io ricordi e sono felice di averle preparate per la prima volta per farvele conoscere, condividendo i miei ricordi di bambina. E' stato emozionante ritrovarne il gusto e la consistenza anche nella mia cucina.



martedì 19 dicembre 2017

Rombi alle nocciole

Capita anche a voi che ogni volta che decidiate di mettervi a dieta la bilancia non faccia altro che segnare dei punti in rialzo?
Dopo aver praticamente finito tutti i biscottini alla tahina che erano peggio delle ciliege ho deciso che non avrei mangiato altri dolci prima del giorno della Vigilia di Natale.
Sono stata bravissima. Questi piccoli e deliziosi dolcetti burrosissimi fatti con Paoletta all'Immacolata sono rimasti nella loro scatola di latta pronti ad essere insacchettati per i pensierini di Natale.
Ieri, dopo quasi due settimane, mi sono ricordata che non li avevo nemmeno fotografati e sono corsa ai ripari.
Essendo molto friabili perdevano ogni tanto una punta o un pezzetto di glassa e io raccoglievo a mo' di aspirapolvere qua e là per la tovaglia. Vuoi non raccogliere tutte le briciole rimaste nella scatola con un bel cucchiaio? E quelli che non sono venuti proprio perfetti vuoi non assaggiarli?
Mi sa che in queste sere mi toccherà preparare altri biscotti, con buona pace della bilancia e della dieta, altrimenti cosa ci metto nei sacchettini da regalare?



 
























Ricetta tratta da I Dolci di Annelise Kompatscher e copiata dal blog La cucina piccolina
Per la pasta:
250 g di farina
250 g di nocciole tostate e tritate
125 g di zucchero a velo
250g di burro
una presa di sale
Per la glassa:
150 g di zucchero a velo
2 albumi
una manciata di nocciole tritate per guarnire

Lavorare il burro con le nocciole tritate finemente, lo zucchero a velo, il sale quindi incorporare la farina. Stendere la pasta su un foglio di carta forno ad uno spessore di 1 cm circa e metterla in frigorifero per almeno un’ora.
Sbattere gli albumi con lo zucchero a velo fino ad ottenere una massa spumosa facile da spalmare. Togliere la placca dal frigorifero e spalmarla di glassa.
Tagliare in strisce di circa 1 cm, poi con tagli obliqui ricavarne dei rombi su cui spargere le nocciole tritate.
Infornare a 200° per 15/20 minuti.

giovedì 14 dicembre 2017

L'AVVENTO DEI TRIFLE per MTC - Trifle ai 4 cioccolati di Paul Young

Questo mese il Club del 27 cambia giorno e cambia casa, eccezionalmente siamo ospitati dal Calendario dell'Avvento di MTChallenge per farvi affondare il cucchiaio nel più inglese dei dolci delle feste, il trifle.
Una goduria a più strati voluttuosi che va gustata in tutta la sua infinita e calorica verticalità.
Un dolce peccaminoso da servire in grandi ciotole o in monoporzioni rigorosamente trasparenti, così da ammirare la bellezza di strati colorati e consistenze sovrapposte. 
Tanto più alti saranno gli strati in cui andremo ad affondare il nostro cucchiaio tanto più grande sarà il peccato commesso.
Io non posso redimermi, il trifle che ho preparato e mangiato prevede un chilo di cioccolato e con questo mi taccio.



Ricetta tratta da Avventure al cioccolato di Paul A. Young 
Ingredienti
Primo strato: la base
300 g di brownie al cioccolato a pezzetti
100 ml di whisky, sherry, rum o liquore di cocco (io 50 ml di liquore alle ciliegie)
Secondo strato: la crema al cioccolato
500 g di cioccolato al latte al 40% spezzettato
450 ml di panna
½ cucchiaino di sale marino di Maldon (io normale)
50 g di zucchero muscovado

Terzo strato: mousse al cioccolato bianco
300 g di cioccolato bianco
400 ml di panna leggermente montata

Quarto strato: la salsa
50 g di zucchero a velo di canna 
150 g di cioccolato fondente al 70 % spezzettato
Per decorre (facoltativo)
Cioccolato fondente a scaglie
Cioccolato al latte

Zuccherini colorati

Per il primo strato del trifle, disporre I brownies tagliati a pezzi generosi in fondo alla ciotola di servizio di vetro, facendo attenzione a che siano ben visibili. Spruzzare con il liquore prescelto, se si vuol dare un sapore più adulto al trifle. 

Per il secondo strato, fondere a bagnomaria il cioccolato al latte, mescolando finché è liscio. Scaldare la panna a fuoco dolcissimo insieme al sale e allo zucchero finché sia tiepida, ma non bollente. Versare sul cioccolato fuso e amalgamare. Versare sopra i pezzi di brownie e tenere in frigo per farlo rassodare. 

Preparare il terzo strato: fondere il cioccolato in un bagnomaria dolcissimo. Semimontare la panna, finché diventi morbida ma non troppo solida. Amalgamare rapidamente il cioccolato fuso versandolo nella ciotola della panna e versare sul secondo strato, ormai solidificato. 

Per il quarto strato, portare a bollore 75 ml di acqua con lo zucchero, quindi versare sul cioccolato fondente, mescolando bene con una frusta. Far raffreddare, quindi versare sopra alla mousse di cioccolato Bianco. Mettere il trifle in frigo per 30 minuti, per farlo rassodare. 

Per quanto riguarda la decorazione, talvolta meno è meglio: una semplice decorazione di cioccolato finemente spezzettato, magari un mix di cioccolati al latte, fondente e bianco, sarà sufficiente per dare un aspetto invitante a questo dessert. 



*Per 12-16 Brownies
275 g cioccolato fondente al 70%
250 g zucchero di canna semolato (io integrale)
100 g burro salato
4 uova medie
75 g golden syrup (io miele millefiori)
130 g farina 00 

1 punta di cucchiaino di peperoncino Naga Chocolate Peperita

Preriscaldare il forno a 160 °C in modalità statica.
Foderare di carta forno una teglia rettangolare di cm 20 x 15 x 2,5.
Spezzettare il cioccolato.
Far sciogliere in una casseruola di capacità adeguata il burro a dadini, lo zucchero e il miele fino a ottenere un composto omogeneo.
Togliere dal fuoco e aggiungere il cioccolato, mescolando con cura finché si è sciolto.
Sbattere le uova e aggiungerle al composto, amalgamandole con cura.
Aggiungere infine la farina e amalgamarle bene.
Versare il composto nella tortiera precedentemente preparata, livellare bene la superficie e infornare per 20 minuti circa sfornare e far raffreddare, poi mettere il dolce in frigo per una notte.
Il giorno dopo sformare il dolce, togliere la carta forno e pareggiare i bordi, che sono sempre più secchi. Inumidire la lama di un coltello e suddividere il dolce in 12-16 quadratini. 



Il banner creato da Alessandra fa solo intuire quanto sia golosa questa giornata, le ricette sono anche di più, le trovate tutte qui.

Cosa aspettate? Affondate il cucchiaino e godete!
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