lunedì 23 aprile 2018

Tortilla de patatas e le nozze #mtc72

E vissero tutti, a lungo, felici e contenti... lo sapete già, ma facciamo un passo indietro.

Il giorno delle nozze tra la bella Florencia e Jordi , celebrate il 23 aprile, fu una festa per tutti gli abitanti del regno, la cerimonia ebbe luogo nella corte del castello, che fu completamente addobbato a festa.
I due innamorati si scambiarono commossi le loro promesse d'amore e gli anelli, giurandosi amore eterno.
Per l'occasione fu preparata una torta nuziale davvero speciale.
Il re e la regina vollero fare un regalo alla loro adorata figlia, a cui i dolci proprio non piacevano, quindi fecero preparare una grande tortilla di patate a forma di cuore, con all'interno delle ortiche, le erbe selvatiche che lei tanto amava raccogliere nei prati. 

Il loro amore durò per sempre ed in loro onore, proprio il 23 aprile, fu istituita la giornata degli innamorati, nel giorno dedicato a Sant Jordi.

In realtà la santità se la meritava di più Florencia, ma questa sarebbe una favola moderna e non è questo il momento di raccontarvela...


Tortilla di patata

Ingredienti per una padella da 25 cm
1,2kg di patate, già pulite
9 uova
1 cipolla dorata grande
olio extravergine q.b.
sale e pepe
1 generosa manciata di ortiche 

Sbucciare, lavare le patate e tagliarle a pezzi irregolari. Mettere abbondante olio in una padella e far soffriggere le patate per 5 minuti a fuoco vivo, poi aggiungere la cipolla affettata finemente. Salare e continuare la cottura girando spesso. Le patate dovranno avere una bella crosticina croccante e dorata.
Rompere le uova in una ciotola, sbatterle ed aggiungere l'ortica tritata al coltello. Regolare di sale e aggiungere una generosa macinata di pepe. Una volta cotte, aggiungere le patate alle uova ed amalgamare bene il tutto.
Ungere bene la padella e versarvi il composto di patate e uova e cuocere a fuoco basso stando attenti che la tortilla non si attacchi alla padella. 
Inumidire un piatto e posizionarlo sopra la padella, a questo punto, stando attenti a non spatasciare tutto per terra, rovesciare la padella sul piatto e poi far scivolare la tortilla di nuovo in padella e continuare la cottura per altri 5/7 minuti rimboccando verso il basso con una spatola, in modo che si crei un bel cuscinetto imbottito.
Rovesciare nuovamente la tortilla sul piatto da portata.


Visto che in Catalunya la tortilla di patata si mangia "babosa", cioè non completamente cotta all'interno, con l'uovo leggermente liquido, ho pensato di farla facile e mettere la bava direttamente tra ingredienti.
Le ortiche le ho raccolte a casa di un daino, sicuramente correndo di qua e di là per il suo campo mangiucchia le ortiche e sbava a più non posso ed ecco che ho risolto il problema della tortilla babosetta direttamente a monte.



Per accompagnare la mia tortilla ho scelto una fresca e nutriente insalata, d'altronde il fidato destriero ne ha fatta di strada, anche lui ha diritto ad una prelibata ricompensa


Insalata di songino e rabarbaro caramellato

Ingredienti
300 g di insalata tipo songino
1 manciata di noci
30  g di pecorino in scaglie
3 coste di rabarbaro
1 noce di burro
1 cucchiaio di zucchero
sale q.b.
olio extravergine
20 ml di Vermut bianco

Mondare e tagliare il rabarbaro a fette da circa 1 centimetro, metterlo in padella con una noce di burro e far rosolare per 3/4 minuti, aggiungere un pizzico di sale, un cucchiaio di zucchero e sfumare con il Vermut. Lasciar asciugare i liquidi e poi far intiepidire prima di aggiungere all'insalata con le noci tritate grossolanamente e le scaglie di pecorino.
Condire con un filo d'olio e un pizzico di sale.

Con questa ricetta partecipo all'ultima sfida MTC lanciata da Mai Esteve del blog Il colore della curcuma

mercoledì 11 aprile 2018

Gnocchi di patate e ricotta con asparagi e nocciole

Capita che a cena vengano due amici vegetariani.
Capita che il tempo per fare la spesa sia nullo e che nel carrello si mettano delle verdure a casaccio.
Capita che, una volta arrivati a casa, il cervello si metta in stand by e l'idea di menù sia banale o poco equilibrata.
Capita che arrivino le 18 e non si abbiano ancora le idee chiare e poi si pensi a fare degli gnocchi ma che le patate siano poche e che allora si sfogli il libro Facciamo gli gnocchi per cercare spunti e conferme.
Questo piatto è quello che ne è venuto fuori, un mix fortunato di ingredienti su cui non avrei scommesso e invece è andata alla grande e gli ospiti hanno gradito tantissimo.
Per la giornata dedicata agli asparagi del Calendario del cibo italiano ho pensato di rifarli, perché come preparazione dell'ultimo minuto può risolvere più di una cena.


Ingredienti per 4 persone
Per gli gnocchi:
250 g di patate
250 g di ricotta
120 g di farina 00
25 g di formaggio grattugiato
1 uovo
1 presa di sale
Noce moscata q.b.
Per il condimento:
500 g di asparagi
30 g di burro
1 scalogno
1 manciata di nocciole
Sale e pepe

Cuocere le patate ben lavate 8/10 minuti al microonde, dipende dalla grandezza, sbucciarle, schiacciarle direttamente su una spianatoia. Unire la ricotta, la noce moscata, l'uovo, il formaggio grattugiato e il sale. A poco a poco unire la farina fino ad ottenere un impasto morbido e leggermente umido. Infarinare la spianatoia e formare dei cilindri per poi tagliare dei tocchetti. Schiacciare delicatamente gli gnocchi con i rebbi di una forchetta e mettere su un vassoio infarinato.
Tagliare le punte degli asparagi, pelare i gambi  e tagliarli a rondelle. Stufarli in una padella con uno scalogno tritato e una noce di burro, aggiungere un bicchiere d'acqua e cuocere per 20 minuti. Frullare aggiustando di sale.
Tagliare a metà le punte degli asparagi più grossi, tenendo le altre intere e rosolarle nel restante burro con le nocciole tritate grossolanamente.


martedì 10 aprile 2018

Gnocchi di patate ripieni di baccalà su crema di carciofi #mtc72

...e di come andò la storia di Saint Jordi e il drago, per davvero!

Lei era lì, inerme, davanti alla caverna.
Aveva gli occhi chiusi e aspettava di essere divorata…

Inizia così il racconto di Mai su come, secondo i catalani, andò tra l’impavido Jordi, lo sfortunato drago e la bella principessa.
La storia raccontata da Mai ha conquistato Valeria che ha ceduto per l'ultima volta il testimone della vittoria tanto ambita proprio a lei, che con il suo genio indiscusso, di vittorie ne ha collezionate ben 3.
Il cerchio si chiude, si finisce con l'ingrediente con cui iniziò questa bella avventura chiamata MTC: l'uovo. Mai non poteva non sfidarci con un altro pezzettino del suo cuore, la tortilla di patate.
Nel suo dettagliatissimo post ci spiega come fare la tortilla perfetta, in 3 formati e a noi chiede di farla in due versioni: una classica e una creativa.
Quella classica ve la farò vedere nei prossimi giorni, per ora vi presento la mia versione creativa raccontandovi a modo mio la struggente storia di Sant Jordi e la rosa perché, in fondo, sono la mamma di due bellissime principesse romantiche che ancora credono all’amore e alle storie a lieto fine.


La bella principessa era lì, inerme, davanti alla caverna.
L’aria era pregna dell’odore di fumo, il drago perdeva bava puzzolente dalla bocca, non vedeva l’ora di mangiarsi quel piccolo bocconcino prelibato e succulento.
Florencia cercava di non mostrare la sua paura, il drago non attendeva altro per mangiarsela in un sol boccone, che lei tremasse di terrore. Lei ovviamente non poteva dargli questa soddisfazione, suo padre le aveva insegnato ad essere coraggiosa anche nei momenti più spaventosi.
All’improvviso, quando pensava di non avere più alcuna speranza e che fosse giunta la sua ora, Florencia sentì un calpestio di zoccoli al galoppo ed una voce che gridava tutta la sua rabbia contro il drago.
Lo scontro tra il bel principe sconosciuto arrivato in groppa al suo cavallo e il feroce drago fu terribile, Florencia si innamorò perdutamente di quell’impavido giovane che era venuto a salvarle la vita e quando vide il drago a terra con un occhio sanguinante trafitto dalla lancia del suo amato, si inginocchiò e pianse.
Il principe le corse incontro e le asciugo le lacrime con un lembo della sua casacca, poi dopo averle dato un bacio appassionato e chiesto di sposarla, la fece salire in groppa al suo cavallo ed insieme galopparono verso il coronamento del loro sogno d’amore.



Era il 23 aprile quando i due innamorati si sposarono e i sudditi del regno parteciparono alle nozze acclamando a gran voce Florencia e Jordi, il suo bel principe a cavallo e tutti vissero, a lungo, felici e contenti.

Mi perdonerà la mia bella catalana se ho stravolto la sua storia ma le mie piccole principesse impareranno da sole che gli uomini di cui spesso ci innamoriamo, sono belli e dannati e inaffidabili.

Restando in tema di romanticismo, cara la mia Mai, non potevo che farti la mia personalissima e folle dichiarazione d’amore ripercorrendo a modo mio alcune ricette del tuo blog: la tua vittoria con gli gnocchi ripieni, quella con il risotto alla milanese, le tue tapas e poi quella spezia che ti è tanto cara. 

Quindi il mio racconto non è solo a parole, ma è anche racchiuso in un piatto.
Pincho di gnocchi di patate aromatizzati alla curcuma ripieni di baccalà in oliocottura, impanati e fritti infilati su un ramo di rosmarino.
Crema di carciofi al dragoncello affumicata, egg  clouds di quaglia, carciofi e scalogno fritti e bucce di pomodorini essiccate.


Ingredienti per 4 persone

Crema di carciofi al dragoncello

Per la crema:
6 carciofi
1 scalogno
300 g di brodo vegetale
3 cucchiai di panna
1 cucchiaino di dragoncello
Per affumicare:
fieno q.b.
½ cucchiaino di dragoncello
5 grani di pepe nero

Mondare i carciofi eliminando le foglie più esterne fino ad arrivare al cuore e la barbetta interna. Affettarli finemente e metterli a bagno in acqua acidulata per qualche minuto.
Sbucciare ed affettare lo scalogno e farlo soffriggere in padella in un giro d’olio evo, unire i carciofi e far saltare 10 minuti, stando attenti che non bruci, poi unire il brodo caldo e cuocere per altri 10 minuti, fino a quando i carciofi non saranno teneri.
Frullare il tutto ed aggiungere la panna, poi versare in una ciotola.
Mettere il fieno, il dragoncello e il pepe su un foglio di carta stagnola all’interno di una pentola con cestello per la cottura a vapore. Accendere il fuoco, coprire e attendere che si formi la colonna di fumo. Spegnere il fuoco, posizionare velocemente il cestello con all’interno la ciotola di crema e richiudere la pentola.
Lasciar affumicare a freddo per 5 minuti.

Baccalà in olio cottura

200 g di filetto di baccalà sotto sale
1 foglia di alloro
1 foglia di salvia
1 rametto di rosmarino
5 grani di pepe nero
Olio extravergine d'oliva q.b.

Lasciare il baccalà a mollo in acqua per almeno 2 giorni, cambiando l'acqua di tanto in tanto. Passato il tempo necessario sciacquarlo e tagliarlo a pezzi da 2 cm.

Mettere l'olio in una pentola sul fuoco, aggiungere l’alloro, la salvia, il pepe e il rosmarino e portare a 60° (misuratela con un termometro da cucina). Spegnere il fuoco e immergere il baccalà, in modo che sia totalmente ricoperto.
Lasciare in immersione per 15 minuti, poi scolare su una griglia in modo eliminare l’olio in eccesso.



Gnocchi di patate ripieni di baccalà

Per gli gnocchi:
600 g di patate vecchie a pasta gialla
130 g di farina 00 (w170) 
1 cucchiaino di curcuma in polvere
1 pizzico di sale
1 uovo
Per la panatura:
100 g di farina
1 uovo
100 g di pangrattato
Per friggere:
500 ml di olio extravergine

Lavare bene le patate stando attenti a sceglierle di pezzatura simile per avere una cottura uniforme e metterle nel microonde per 8/9 minuti alla massima potenza.
Spelarle ancora calde, la buccia verrà via facilmente.
Schiacciarle con lo schiacciapatate o passarle al passa verdure direttamente sul piano di lavoro lasciando uscire il vapore e poi incorporare la farina mescolata alla curcuma in 3 volte stando attenti a non lavorare troppo l’impasto per non attivare la maglia glutinica e l'uovo leggermente sbattuto.
Fare dei filoncini di circa 2 cm di diametro e ricavare dei prezzi grandi come noci. Fare delle palline, pressare al centro con un dito, allargare bene assottigliando tutt'intorno e riempire con un mucchietto di merluzzo leggermente sminuzzato. Avvicinare i bordi e chiuderli accuratamente per poi dagli nuovamente la forma desiderata. Procedere fino a completo riempimento degli gnocchi.  Passare i singoli gnocchi prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato.
Friggere pochi gnocchi per volta in olio profondo fino a doratura e scolare su carta assorbente.

Carciofi e scalogni fritti

1 carciofo
1 scalogno grande
Farina q.b.
Sale

Mondare i carciofi eliminando le foglie più esterne fino ad arrivare al cuore e la barbetta interna.
Sbucciare lo scalogno. Affettarli entrambi finemente e infarinarli.
Friggere in olio profondo fino a doratura e scolare su carta assorbente.

Egg clouds di quaglia

4 uova di quaglia
1 cucchiaino di parmigiano grattugiato
1 presa di sale
Pepe nero appena macinato

Separare le uova, facendo attenzione a conservare i tuorli interi.
In una ciotola mettere gli albumi e montarli con la frusta elettrica a velocità medio-alta in modo che siano sodi ma non troppo asciutti. Unire il parmigiano e il sale e mescolare delicatamente facendo attenzione a non sgonfiare gli albumi.
Distribuire il composto su una teglia rivestita di carta forno in 4 mucchi mantenendo una certa distanza tra loro. Usando il retro di un cucchiaino, creare una piccola cavità al centro di ciascun mucchio e posizionarvi il tuorlo.
Infornare a 190° per 4/5 minuti in modo che la nuvola sia leggermente colorita e i tuorli restino cremosi.
Condire con sale e pepe.

Bucce di pomodoro essiccate

5 pomodorini ciliegini

Incidere la buccia dei pomodorini con un taglio a croce, immergerli per 20/30 secondi in acqua bollente, scolarli e buttarli in acqua ghiacciata per poi sbucciarli. Sciacquare e asciugare le bucce con carta assorbente, poi disporle su una teglia rivestita di carta forno. Salare leggermente ed infornare per 3 ore 70° circa. 


Impiattamento di una favola d'amore:
Mettere sul fondo della caverna buia, qualche cucchiaio di crema di carciofi affumicata, posizionare l’uovo a simboleggiare l’occhio del drago, i carciofi e lo scalogno per le ciglia e formare la cresta con le bucce di pomodorini.
Creare la lancia infilzando uno gnocco sulla punta di un rametto di rosmarino. Colpire con la lancia tenuta da Sant Jordi a cavallo l’occhio del drago in modo che sanguini e salvare la principessa.


Con questo concept dish partecipo all'ultima sfida MTC lanciata da Mai Esteve del blog Il colore della curcuma

lunedì 9 aprile 2018

Passiamole in rivista: Spalla di maiale al forno con insalata di finocchi e agrumi

Alzi la mano a chi piace il lunedì.
Ecco, lo sapevo che nessuno si sarebbe fatto avanti, quindi ve la do io una buona ragione per amare il lunedì alla follia. 
Si, perché il lunedì esce la rubrica Passiamole in rivista di MAG about food sul sito MTChallenge, nella quale mettiamo a confronto due riviste.
Oggi vi portiamo oltre oceano con le riviste Martha Stewart Living e Bon appetit.
La scelta di questa settimana è davvero golosa quindi correte a leggere l'articolo di Alice sul sito MTChallenge, troverete anche la mia ricetta dei CECI CREMOSI CON UOVA E PROSCIUTTO.
Intanto, già che siete qui, vi lascio un'altra ricetta


Ingredienti per 4 persone
1,3 g di spalla di agnello
Sale grosso e pepe macinato fresco
3 spicchi d’aglio, finemente tritati
1 testa d’aglio tagliata orizzontalmente
2 cucchiai di olio extravergine
1 cucchiaino di peperoncino in fiocchi
1 cucchiaino di buccia d’arancia grattuggiata
3 strisce di buccia d’arancia da 2,5 cm
1 cucchiaio di rosmarino tritato finemente
1/2 cup vino bianco secco
4 piccoli agrumi (es. arance tarocco, navel, mandarini) pelate e tagliate a fette orizzontali
1finocchio medio con la barbetta affettato finemente
2 cucchiai di succo di limone

Preriscaldare il forno a 300°.
Utilizzando un coltello affilato incidere il grasso dell’agnello creando una scacchiera.
Condire generosamente con sale e pepe.
In una ciotola mescolare l’aglio tritato, l’olio, il peperoncino, la buccia d’arancia e il rosmarino.
Spalmare il composto sulla carne, facendolo penetrare bene nelle incisioni.
Adagiare l’agnello su una teglia, posizionare le teste d’aglio con il taglio verso il basso e aggiungere le zeste di arancia. Irrorare con il vino bianco e coprire con carta stagnola.


Cuocere per 3 ore e mezza, fino a quando la carne non si stacca dalle ossa. Tenere coperto e lasciar riposare per 30 minuti.
In una ciotola condire le fette di agrumi di finocchio con il succo di limone, salare leggermente.
Staccare la carne di agnello dalle ossa grossolanamente e mettere su un piatto da portata, accanto, disporre l’insalata di agrumi e finocchi e condire con il fondo di cottura

L’agnello può essere cotto anche il giorno prima. Lasciarlo raffreddare e poi mettere in frigorifero coperto con carta stagnola.
Portare di nuovo il forno a 300° e scaldare la carne per almeno 1 ora prima di servire.

Questa insalata è ufficialmente entrata a far parte delle mie ricette del cuore, di una bontà davvero unica. Si merita la lode!


giovedì 5 aprile 2018

Lamala: agnello pasquale alsaziano... o quasi.

Da qualche settimana ho iniziato un corso di francese.
Lo avevo già frequentato lo scorso anno, con scarsissimi risultati, quindi ripartiamo da capo.
Abbiamo cambiato insegnante, si chiama Giulia ed è entusiasta e il suo entusiasmo lo trasmette in modo incredibile.
L'altro giorno ci ha fatto leggere un testo sulla Pasqua in Alsazia e in fondo al testo c'era una ricetta, in mio onore ha detto, perché aveva fatto un giro sul mio blog.
Diciamo che ho fatto una comprensione del testo e ho preparato il dolce da fare assaggiare durante il corso e siccome era buonissimo, direi che ho capito tutto, non trovate?

Ovviamente non avevo a disposizione lo stampo a forma di agnello, potete vedere da Alessandra come dovrebbe essere il risultato finale e la foto che ho fatto è abbastanza terribile, ma la ricetta merita davvero.


Ingredienti
2 uova
100 g di zucchero
120 g di burro
160 g di farina
1 bustina di zucchero vanigliato (io zucchero aromatizzato con bacche di vaniglia home made)
1 bustina di lievito per dolci
1 presa di sale
Per guarnire:
Zucchero a velo

Preriscaldare il forno a 180°.
Separare i tuorli dagli albumi, montare questi ultimi a neve ferma con la metà dello zucchero.
Montare il resto dello zucchero con i tuorli, il burro, lo zucchero vanigliato e il sale fino ad ottenere un impasto spumoso.
In una ciotola mescolare il lievito alla farina e aggiungere all’impasto, poi incorporare gli albumi.
Imburrare ed infarinare lo stampo, versare l’impasto e livellare.
Infornare per 45 minuti.
Una volta sfornato avvolgere lo stampo con uno straccio umido e lasciar intiepidire per 10 minuti, a questo punto sformare il dolce, cospargerlo di zucchero a velo e decorare a piacimento.

martedì 27 marzo 2018

I miei ravioli ripieni di uovo di quaglia per il Club del 27

Questo mese al Club del 27 si parla di uova e come poteva essere altrimenti a pochi giorni dalla Pasqua?
Abbiamo scelto un libro di Teri Lyn Fisher e Jenny Park, The perfect egg, che propone ricette a base di uova per tutti i gusti e per tutti i momenti della giornata, colazione, pranzo e cena. C'è una vasta scelta che spazia dai grandi classici a ricette totalmente nuove.

Io che non amo particolarmente le uova ho scelto un primo piatto: ravioli ripieni di uova di quaglia. La sfoglia tirata sottile con le foglie di prezzemolo ed un ripieno crema ai formaggi e tuorlo d'uovo di quaglia che resta cremoso dopo la cottura. Il taglio del raviolo, se cotto a dovere, dovrebbe avere l'effetto wow del tuorlo ancora cremoso.


Ingredienti per 4 persone
Per la pasta:
200 g di farina di semola di grano duro
2 uova
1 pizzico di sale
Foglie di prezzemolo fresche
Farina di semola per stendere
Per il ripieno:
150 g di ricotta
75 di mascarpone
1 tuorlo di uovo medio sbattuto
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 cucchiaio di timo fresco tritato
2 cucchiaini di erba cipollina tritata
1 spicchio di aglio tritato
Sale e pepe macinato fresco
20 tuorli di uova di quaglia
1 uovo mescolato a 2 cucchiai d’acqua
Per la salsa:
1 (750 ml) bottiglia di Pinot Grigio
4 rametti di timo fresco
250 ml di panna fresca
140 g di burro freddo tagliato a cubetti
1 arancia scorza e succo
1 limone scorza e succo
Sale e pepe macinato fresco
Parmigiano grattugiato

Stendere l’impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato fino ad ottenere un rettangolo di circa 30x60 cm. Tagliare il rettangolo in strisce da 6 cm nel senso della lunghezza, ottenendo 4 strisce.
Disporre le foglie di prezzemolo su due strisce di pasta, coprire ogni striscia con un’altra striscia di pasta e stendere in una sfoglia sottilissima. Spolverare con la farina e coprire con pellicola fino all’uso.
In una ciotola impastare la ricotta con il mascarpone, il tuorlo d’uovo, il parmigiano, il timo, l’erba cipollina e l’aglio, condire con sale e pepe e mettere da parte.
Per fare il beurre blanc versare il vino in un tegame, aggiungere il timo e portare a leggero bollore. Cuocere per 12/15 minuti fino a quando non si sarà ridotto a 2/3 di tazza. Versare la panna e continuare a cuocere fino a quando non sarà ridotto ad 1 tazza.
Aggiungere il burro pochi dadini alla volta, fino a quando non sarà stato tutto incorporato.
La salsa deve essere abbastanza densa da velare il cucchiaio.
Aggiungere le bucce e il succo degli agrumi, mescolare bene e condire con sale e pepe.
Tenere in caldo a bagno maria fino all’uso.
Per preparare i ravioli.
Disporre le strisce di pasta sul piano di lavoro eliminando la semola in eccesso.
Disporre un cucchiaio di farcia ogni 5 cm su tutta la lunghezza di 2 strisce, facendo 12 mucchietti. Usando il dorso di un cucchiaino fare un buco in ogni mucchietto di farcia inserendo in ognuno un tuorlo di quaglia. 



Spennellare il contorno della pasta con l’uovo sbattuto e disporre sopra con attenzione una seconda striscia pressando tutt’intorno per eliminare eventuali bolle d’aria e sigillare i ravioli. Ricavare i ravioli con un coppapasta da 5 cm di diametro, dovranno risultarne 20.



Riempire una pentola d’acqua, portare a bollore, salare e far scivolare delicatamente i ravioli e cuocere per 3 minuti, la pasta diventerà opaca. Scolare i ravioli con una schiumarola e disporli direttamente suddivisi nei 4 piatti.

Versare la salsa calda sui ravioli, guarnire con zeste di agrumi, qualche fogliolina di timo, una spolverata di parmigiano e servire immediatamente.


Le proposte degli altri membri del Club le trovate sulla pagina MTC, vale sicuramente la pena spulciarle tutte ben bene e rifarle a più non posso.



E come al solito il pezzo forte di tutto il post, ovvero il banner di Mai, che ogni volta riesce a sorprenderci.
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