lunedì 15 gennaio 2018

Cinghiale alla cacciatora

Esattamente un anno fa ero su un treno Italo che mi stava riportando a casa dopo una 3 giorni a Napoli. Seduta di fronte a me c’era una panzona con gli occhi grandi contornati di nero. Poco più di sei mesi fa ho incontrato di nuovo la mia compagna di viaggio, gli occhi non erano contornati di nero e brillavano di una luce speciale e non c’era più nemmeno la panza, in compenso si era da pochissimo unita al gruppo una deliziosa ranocchietta dai capelli neri, Marta.
Questo in breve il mio anno con Sara, protagonista di questo mese del gioco di Flavia The Recipe-tionist.
Sul mio blog trovate sue ricette, piccole ispirazioni rubate qua e , piccole caccavelle comprate per colpa sua, si insomma non è difficile capire che mi piace e tanto e perché non tento nemmeno di nasconderlo troppo.

Ho approfittato di questo gioco e del suo essere una gran cuoca ed influencer per preparare una cosa per me del tutto nuova, il cinghiale. Ne ho ricevuto in dono un bel pezzetto da mio cognato (mi ha regalato anche 2 starne, ne sai qualcosa?) e all’Epifania vedo su fb un ricordo di Sara proprio con la ricetta che mi serviva ed eccomi qui.
Il suo blog dovete per forza andarlo a vedere è un pozzo delle meraviglie e dei desideri, con foto meravigliose e ricette che vi porteranno alla scoperta di tutti i paesi del mondo ma con una finestra che rimane sempre aperta sulla sua Toscana.


Ingredienti per 4 persone
Per la marinatura:
1 kg di polpa di cinghiale, pulita
500 ml di vino rosso di buona qualità
1 cipolla rossa
1 carota
1 costa di sedano
1 rametto di rosmarino
4 foglie di alloro
1 rametto di salvia
1/2 cucchiaio di pepe nero in grani
10 bacche di ginepro
Per la cottura:
1 cipolla rossa
1 carota
1 costa di sedano
4 spicchi d’aglio
250 ml di vino rosso di ottima qualità
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
400 g di passata di pomodoro
2 rametti di salvia
2 rametti di rosmarino
5 foglie di alloro
1/2 cucchiaio di pepe in grani
10 bacche di ginepro
100 g di olive nere, amare, con il nocciolo
olio extravergine di oliva
sale e pepe q.b.

Pulire la polpa del cinghiale e tagliarla a piccoli tocchetti, metterla in una ciotola coprendola a filo con il vino. Unire la cipolla, la carota ed il sedano a pezzi, il rosmarino, l’ alloro, la salvia, il pepe in grani e le bacche di ginepro. Coprire il contenitore con pellicola trasparente e lasciare riposare in frigo per almeno 12 ore.
Trascorso questo tempo, scolare la carne dalla marinata e trasferirla in un tegame capiente e cuocere a fuoco vivo, senza nessuna aggiunta, eliminando via via i succhi che si verranno rilasciati dalla carne. Ripetere questo passaggio più volte.
Quando il cinghiale non rilascerà più acqua trasferirlo in uno scolapasta.
Ripulire il tegame e versarvi mezzo bicchiere di olio. Far appassire la cipolla tritata finemente e gli spicchi d’aglio a fuoco lento. Quando la cipolla sarà trasparente unire anche la carota e il sedano tritati. Quando il trito sarà colorito unire la polpa di cinghiale, lasciar insaporire qualche minuto, quindi alzare il fuoco, versare il vino e lasciate evaporare.
Unire quindi il concentrato e la passata di pomodoro, un pizzico di sale, un’abbondante macinata di pepe e gli odori (salvia, rosmarino e alloro) legati assieme con uno spago, aggiungere il pepe in grani e le bacche di ginepro ed eliminare l’aglio.
Versare un bicchiere d’acqua calda, quindi coprire lasciando il coperchio leggermente alzato e cuocere a fuoco dolce per 2 ore, fino a che la carne non sarà tenerissima, se necessario aggiungere altra acqua calda.
Dopo circa un’ora di cottura unire le olive nere. Salare a cottura ultimata.

Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist di gennaio febbraio organizzato da Flavia del blog Cuocicucidici


2 commenti:

  1. Lo so Chiarina che ti piaccio tanto 😁 e tu sai quanto tu piaci a me! Eh sì, un anno fa esatto ho conosciuto due mammine meravigliose e rivedervi poi mesi dopo con tutta la banda a seguito fu un'emozione: per me fu tra l'altro la prima vera uscita con la Marta che aveva 3 settimane... Ma guarda te che cosa mi hai rimesso in mente! Ma veniamo a noi: hai scelto una ricetta difficile ma hai fatto benissimo a cogliere l'occasione! Il destino ha voluto che io riproponessi sulla pagina questa ricetta proprio nel weekend di Befana, mentre ero impegnata a cucinarne quasi 3 chili :D Anche a me ogni anno il cinghiale arriva all'improvviso, la prima volta fu quasi un trauma ma adesso ormai vado quasi ad occhi chiusi... Grazie ai consigli di mia suocera fondamentalmente, che adesso puoi dire di aver fatto tuoi!
    Hai scelto una ricetta per me speciale, e non so se riesco a fartelo capire ma ne sono davvero tanto tanto tanto felice. Grazie 😘

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  2. Oh e dunque va già premesso che invidio te e Sara per questi regali inaspettati, a me il cinghiale non lo porta mai nessuno (bastards!!!!!!), ma se poi ci si unisce una ricetta che di base amo troppo ..ecco che il danno è fatto!!! Concordo sul fatto che da Sara ci si trovano magnifiche ed infinite ricette e mi fa piacere pensare che dal suo blog ognuna di noi "allargherà" il suo archivio di ricette e "must", perchè qualcosa mi dice che al prossimo cinghiale regalato lo rifarai. Un abbraccione Chiara e buon inizio anno!! Flavia

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